Le successioni ereditarie in Germania

Come avvocati esperti di diritto ereditario tedesco, offriamo assistenza e consulenza legale per tutte le questioni di successione in Germania

Hai ereditato dei beni in Germania? Ecco cosa possiamo fare te.

Come avvocati esperti in diritto ereditario tedesco vantiamo una decennale esperienza nella successioni transfrontaliere tra Italia e Germania

Il nostro studio accompagna i clienti in tutte le fasi e fino al completamento delle pratiche successorie in Germania.

In particolare, Studio PRA offre consulenza e assistenza legale su tutte le questioni ereditarie:

  • l’individuazione di beni ereditari (immobili, conti correnti bancari etc.) in Germania e la ricostruzione del patrimonio del defunto;
  • la richiesta del certificato di successione tedesco o del certificato di successione europeo
  • la rinuncia all’eredità in Germania
  • dichiarazioni e pratiche fiscali tedesche
  • l’acquisizione dei beni ereditari che si trovano sul territorio tedesco: liquidazione delle somme sui conti correnti bancari, riscossione di premi assicurativi e voltura (e vendita) di immobili siti in Germania
  • il calcolo e la richiesta della quota di legittima secondo il diritto tedesco
  • la verifica o la redazione di testamenti (anche reciproci), negozi e patti successori secondo il diritto tedesco;

 

Indice

 

Convenzione Italia Germania nelle Successioni e diritto applicabile

il certificato successorio Tedesco (Erbschein)

la successione legale in Germania

le quote di legittima in Germania

il testamento nel diritto tedesco

i patti successori

accettazione e rinuncia all’eredità in Germania

La tassa di successione in Germania

 

 

 

Convenzione Italia Germania nelle successioni e diritto applicabile

Ereditare beni in Germania: Quando si applica il diritto ereditario tedesco, quando quello italiano e a chi occorre rivolgersi?

Oggigiorno, molte sono le persone che per i più svariati motivi si trasferiscono in paesi diversi da quello di nascita e sempre più spesso le persone si trovano ad avere beni sia nel paese in cui vivono, sia nel paese di origine. In questi casi, ogni qualvolta si affronta una successione internazionale, la prima questione da affrontare è quella relativa a quali siano la legge applicabile e il tribunale competente.

Non esiste una specifica convenzione tra Italia e Germania che regola la materia. Piuttosto, le successioni transfrontaliere oggi trovano la disciplina nel regolamento europeo 650/2012 e soltanto la materia fiscale continua ad essere regolata dalle leggi dei singoli stati. 

In virtù del suddetto regolamento, la successione di un soggetto è regolata dalla legge dello Stato della sua ultima residenza abituale (art. 21 RE n. 650/2012). L’unica eccezione si ha quando il de cuius, quando era in vita, aveva espressamente optato per l’applicazione alla sua successione della legge dello Sato di cui è cittadino (c.d. optio legis). 

Competenti a decidere e a pronunciarsi in merito a tutte le questioni o controversie riguardanti la successione, in virtù di quanto disposto dall’art. 4, sono gli organi giurisdizionali di tale Sato.

La residenza abituale è quel luogo in cui il soggetto vive e soggiorna in maniera non temporanea o provvisoria. A volte può essere difficile determinarla senza incertezze. Soprattutto quando un soggetto si sposta regolarmente tra una dimora e l’altra, come ad es. quando passa abitualmente un periodo o parte dell’anno in un altro Stato, coltivando strette relazioni sociali in tutti e due i posti. Ad ogni modo, il luogo di residenza abituale viene accertato facendo riferimento alle circostanze concrete del singolo caso e tenendo in considerazione i legami sociali o familiari e i soggiorni duraturi, tralasciando le brevi interruzioni.

Successione cittadino italiano residente in Germania 

Alla successione di un cittadino italiano, che aveva la sua ultima residenza abituale in Germania, si applica quindi il diritto ereditario tedesco e la competenza giurisdizionale spetta ai tribunali tedeschi. Analogamente, si applicherà il diritto successorio italiano per il cittadino tedesco con ultima residenza abituale in Italia.

Il diritto nazionale così individuato, si applica a tutti gli aspetti che concernono la successione:

  • apertura,
  • effetti e condizioni dell’accettazione o della rinuncia,
  • nomina degli eredi,
  • passaggio di proprietà,
  • successibilità,
  • indegnità,
  • esclusione,
  • quote di legittima,
  • singole disposizioni testamentarie.

Vi sono significative discrepanze tra il diritto ereditario tedesco e quello italiano. Le maggiori differenze si rinvengono in ordine all’accettazione dell’eredità e la prescrizione del diritto ad accettare, al beneficio d’inventario, al rifiuto dell’eredità, ai testamenti congiunti e ai patti successori.

Il Regolamento europeo ha confermato che chi ha una residenza abituale in uno Stato diverso da quello di cui ha la cittadinanza può scegliere che alla sua successioni si applichi il diritto ereditario di quest’ultimo. Questa scelta (optio legis) deve essere fatta per iscritto e sotto firma di disposizione mortis causa (generalmente viene fatta nel testamento). In nessun caso, tuttavia, la scelta, da parte del de cuius, del diritto applicabile può pregiudicare le quote di riserva dei legittimari secondo la legge dello Stato di ultima residenza abituale.

 

Certificato successorio tedesco (c.d. Erbschein)

Cosa  è, come e dove si ottiene il certificato successorio tedesco (Erbschein)? 

In Italia il certificato di successione (già presente in molti Paesi europei quali il Belgio, la Romania, l’Austria e la Francia) non è (ancora) stato introdotto. Si tratterebbe, nell’ipotesi attualmente allo studio, di un certificato che attesta:

  • la data di apertura della successione,
  • gli eredi del de cuius,
  • i soggetti beneficiari di disposizioni testamentarie a titolo particolare
  • la sussistenza della massa ereditaria,
  • eventuali poteri conferiti a soggetti terzi (da es. esecutore testamentario).

Ove venisse introdotto, competente a rilasciare suddetto certificato, su richiesta degli eredi o dei legatari, sarebbe il notaio.

In Germania il certificato successorio (Erbschein) invece rappresenta la prassi in caso di successioni. L’Erbschein è un documento che certifica:

  • la data di apertura della successione;
  • gli eredi del de cuius

È rilasciato, su istanza della parte interessata, dal Tribunale delle Successioni (Nachlassgericht) competente per territorio. Con tale documento l’interessato può far valere i suoi diritti di erede. Per esempio, può chiedere informazioni presso gli istituti di credito e può entrare in possesso delle somme presenti su un conto corrente presso una banca tedesca, oppure può volturare in suo favore la proprietà di un immobile presente sul territorio tedesco.

In Italia gli scopi dell’Erbschein generalmente vengono attuati attraverso l’atto notorio, al quale però in Germania non viene riconosciuto nessun valore.

Quando si è in presenza di una successione transfrontaliera, in cui i beni ereditari si trovano sia in Germania che in Italia, oppure quando c’è un collegamento con più Stati (si pensi, ad esempio, al cittadino italiano con ultima residenza in Germania che è proprietario di un immobile anche in Spagna), lo strumento più adatto, piuttosto che l’Erbschein (certificato successorio tedesco) è rappresentato dal certificato successorio europeo.

 

La successione legale in Germania

Chi eredita in Germania se non c’è testamento?

Il codice civile tedesco stabilisce che, in assenza di testamento, gli eredi sono il coniuge (a cui è equiparato il partner civile registrato) e i parenti del defunto.

I parenti sono divisi nei seguenti ordini:

  1. i discendenti del testatore (figli, nipoti, pronipoti);
  2. i genitori del testatore e i loro discendenti (fratelli, nipoti);
  3. i nonni del testatore e i loro discendenti;
  4. i bisnonni del testatore e i loro discendenti.

In ultima ipotesi, se non si rinvengono soggetti all’interno di nessuno degli ordini sopra elencati, oppure se tutti quelli presenti rifiutano, eredita lo Stato.

Tra i diversi ordini opera il c.d. principio di esclusione: la presenza di uno qualsiasi dei parenti di un ordine esclude tutti quelli di ordine successivo. Ad esempio, se è presente un figlio (primo ordine), i genitori (secondo ordine) sono esclusi.

All’interno di uno stesso ordine opera, invece, il c.d. principio di rappresentanza: il parente più vicino rappresenta tutta la sua stirpe. Prendiamo ad esempio il caso di una vedova con tre figli, di cui uno è premorto lasciando, a sua volta, due figli. In questo caso ci sono tre stirpi e ognuna ha diritto ad un terzo. I due figli ancora in vita della vedova otterranno un terzo ciascuno, mentre i due figli del figlio premorto avranno diritto alla quota di un sesto ciascuno. In sostanza si dividono in parti uguali la quota che sarebbe spettata a loro padre.

Se al momento della morte il de cuius era coniugato, per prima cosa, deve essere determinata la quota spettante a quest’ultimo. Il resto dell’eredità va ai parenti.

Nel diritto successorio tedesco l’ammontare della quota spettante al coniuge varia, da una parte, in base al regime patrimoniale scelto dai coniugi e, dall’altra, in base all’ordine a cui appartengono i parenti superstiti del defunto.

Se i coniugi si trovavano nel regime patrimoniale della c.d. Zugewinngemeinschaft (comunione del plusvalore) il coniuge eredita:

  • 1/2 della massa ereditaria se concorre con discendenti del de cuius (ad s. figli);
  • 3/4 della massa ereditaria se concorre con gli eredi di secondo ordine;
  • praticamente tutto negli altri casi (se si fa eccezione per le quote – fino ad un quarto – previste in favore del nonno o dei nonni eventualmente ancora in vita al momento del decesso del de cuius).

Qualora, invece, i coniugi fossero stati sposati in regime di separazione o comunione dei beni (quest’ultima in Germania è possibile soltanto attraverso la stipula di un apposito accordo notarile), la quota che spetta al coniuge generalmente è più bassa di un quarto.

 

Le quote di legittima in Germania

Per chi è prevista e a quanto ammonta la quota di riserva nel diritto tedesco?

In Germania, così come in Italia, la libertà del testatore di disporre del proprio patrimonio è limitata dalla previsione legislativa di eredi c.d. necessari (che non possono essere esclusi) e quote loro riservate. In particolare, il coniuge e i parenti stretti hanno in ogni caso diritto ad una quota minima (quota di riserva o legittima) del patrimonio.

Gli unici che, secondo le disposizioni del codice civile tedesco, hanno diritto alla legittima sono:

  1. il coniuge o il partner registrato del testatore;
  2. i figli (o, se sono già morti, i loro figli)
  3. i genitori del testatore (se quest’ultimo non aveva figli)

Mentre però in Italia l’erede legittimario ha diritto ad una vera e propria quota del patrimonio (per es. ad una quota dell’immobile che facesse parte dell’eredità), nel diritto tedesco la legittima è costituisce solo un credito monetario. Precisamente la legge prevede il diritto del legittimario nei confronti dell’erede, di ricevere una somma di denaro corrispondente al valore della quota di patrimonio che la legge gli ha riservato. Questa quota è pari alla metà di quella che gli sarebbe spettata ove non vi fosse stato il testamento.

Per calcolare l’esatto ammontare ovviamente sarà necessario valutare l’intera massa ereditaria e, di conseguenza, l’operazione può risultare tutt’altro che agevole. Spesso gli eredi si trovano costretti a vendere dei beni ereditari per soddisfare le ragioni di credito dei legittimari pretermessi dal testatore.

Il diritto tedesco, a differenza di quello italiano, proprio per prevenire il verificarsi di situazioni del genere, consente al testatore di stipulare degli accordi con gli eredi legittimari. Mediante questi accordi, da stipulare dinanzi al notaio, il testatore in sostanza può provvedere alla loro liquidazione, escludendoli dalla futura eredità, di norma in cambio di una somma di denaro o di un bene.

Infine, per evitare che i diritti degli eredi legittimari possano essere elusi dal testatore attraverso atti di disposizione compiuti quando è ancora in vita, il diritto ereditario tedesco conosce (come quello italiano) l’istituto della collazione: ai fini del computo della massa ereditaria su cui determinare la legittima, si calcolano, come ancora facenti parte del patrimonio, le donazioni fatte dal testatore nel corso della sua vita.

L’azione che la legge tedesca prevede a tutela dei legittimari, per ottenere quanto gli spetta, si prescrive in tre anni dalla data di apertura della successione e va diretta nei confronti degli eredi che il testatore ha designato. Nello stesso termine di tre anni, gli eredi che avrebbero diritto alla legittima possono rinunziarvi esplicitamente: la rinunzia deve essere fatta dinanzi al notaio.

 

Il testamento nel diritto tedesco 

Come viene disciplinato il testamento in Germania?

Il diritto delle successioni in Germania, a cui è dedicato il libro quinto del codice civile tedesco (BGB), disciplina e distingue due fondamentali forme di testamento: il testamento olografo e quello pubblico.

Il testamento olografo deve essere scritto e firmato, di proprio pugno dal testatore. Elementi essenziali sono altresì l’indicazione della data e del luogo in cui è stato redatto. Ove queste indicazioni manchino, affinché il testamento possa comunque considerarsi valido, sarà necessario fornire prova certa della data e del luogo con altri mezzi.

Nel testamento pubblico il testatore dichiara, dinanzi ad un notaio, le sue ultime volontà, oppure gli consegna un documento che le contiene. Diversamente da quanto accade in Italia, non è prescritta la presenza di testimoni. Il documento può essere consegnato anche in busta chiusa e sigillata. In tal caso, il notaio lo custodirà e ne darà lettura agli eredi soltanto dopo la morte del de cuius. Il documento che l’interessato consegna al notaio non deve essere necessariamente scritto di proprio pugno.

Il codice civile tedesco disciplina poi, la possibilità, per chi si trova in grave ed imminente pericolo di vita, di lasciare un testamento orale, in presenza di tre testimoni.

Infine, contrariamente a quanto avviene in Italia, il diritto tedesco non vieta il testamento congiuntivo o il testamento reciproco fra coniugi. La forma più diffusa prende il nome di Berliner Testament. Si tratta di un testamento collettivo, nel quale i coniugi (a cui sono equiparati i conviventi registrati) si istituiscono reciprocamente eredi e nel quale spesso viene anche stabilito, che, dopo la morte del coniuge superstite, l’eredità dovrà andare ai figli e/o a terzi.

Per il cittadino italiano residente all’estero disporre dei propri beni attraverso un atto di ultima volontà di questo tipo è possibile soltanto nella misura in cui escluda l’applicazione della legge italiana alla propria successione. Il diritto italiano, infatti, ne sancirebbe irrimediabilmente la nullità.

 

I patti successori nel diritto tedesco

In Germania è possibile stipulare patti successori?

Contrariamente a quanto avviene nel diritto in italiano, in quello tedesco i patti successori sono consentiti e trovano la loro disciplina nei paragrafi 1941 e 2274 e seguenti del BGB.

Il codice civile tedesco consente al disponente di stipulare un contratto ereditario (Erbvertrag) con il quale, oltre a designare erede la controparte o un soggetto terzo, può disporre legati (Vermächtnisse) e imporre oneri (Auflagen).

L’Erbvertrag si pone come alternativa al testamento e ha una doppia natura (Dopplenatur), in quanto si tratta, allo stesso tempo, sia di un negozio mortis causa che di un contratto. Mentre il testamento però può essere redatto anche in forma olografa, l’Erbvertrag richiede necessariamente la stipula di un atto notarile.

Rientrano nell’ampia categoria dei patti successori anche il testamento reciproco e quello congiuntivo, entrambi ammessi nel diritto tedesco. Tuttavia, mentre questi ultimi appaiono riservati a coloro che sono coniugati o conviventi registrati, il contratto ereditario è accessibile a tutti.

La differenza fondamentale tra testamento e contratto ereditario si palesa in ordine alla possibilità di revoca delle disposizioni. Ovviamente la stipula di un contratto ereditario limita la libertà testamentaria del disponente e crea effetti vincolanti. Infatti, a causa delle obbligazioni nascenti dal contratto nei confronti della controparte, viene meno la possibilità di revocare le disposizioni mortis causa in esso contenute.

Infine, va tenuto presente che, mentre la redazione di un testamento richiede in capo al disponente la sola capacità di testare (Testierfähigkeit), la stipula di un Erbvertrag, trattandosi di un vero e proprio contratto, postula la piena capacità negoziale (unbeschränkte Geschäftsfähigkeit).

 

Accettazione e rinuncia all’eredità nel diritto tedesco

Come sono disciplinate accettazione e rinuncia ereditaria nel diritto tedesco?

Diversamente da quanto è previsto il Italia, dove si può accettare l’eredità entro 10 anni dalla morte, secondo il diritto tedesco l’eredità si trasmette – al momento delle morte del de cuiusimmediatamente e automaticamente, senza bisogno di alcuna formale accettazione. Se si vuole rifiutare l’eredità, la legge tedesca prescrive un termine di sei settimane entro il quale l’erede deve formalizzare la sua rinuncia presso il Tribunale delle Successioni competente o davanti ad un notaio.

Se entro il termine prescritto l’erede non provvede alla rinunzia, egli è irrevocabilmente considerato erede, sia dei beni che degli eventuali debiti. In sostanza, il diritto di rinuncia costituisce un correttivo necessario all’acquisizione ereditaria ipso iure.

Come già evidenziato, il termine entro il quale l’erede può rinunziare è di sei settimane. Questo termine decorre dal momento in cui l’erede viene a conoscenza della morte del suo dante causa e della chiamata all’eredità. Nel caso in cui il de cuius si trovava all’estero al tempo della sua morte, oppure nel caso in cui l’erede si trova all’estero, il termine è aumentato a sei mesi. In ogni caso, ai fini della decorrenza del termine, non rilevano le modalità con cui l’erede è venuto a conoscenza del fatto e se vi sia stata o meno una comunicazione scritta da parte del tribunale. Se l’erede è stato nominato tramite testamento, il termine decorre solo con la pubblicazione del testamento da parte del Tribunale delle Successioni.

Normalmente si provvede alla rinuncia all’eredità quando si presume che nella massa ereditaria i debiti siano maggiori degli attivi. Ove l’erede non rinunciasse, egli risponderebbe dei debiti ereditari non solo con il patrimonio ereditato, ma anche con tutto il suo patrimonio personale. In caso di minori di età, la rinuncia va presentata da chi esercita la potestà genitoriale.

Una volta formalizzata la rinuncia, questa è irrevocabile. L’erede, salvo i casi di impugnazione della dichiarazione (es. per errore), non potrà più accettare l’eredità e si considera come se non fosse mai stato chiamato. L’eredità (o la parte di essa spettante all’erede) si devolve alla persona che in linea di successione sarebbe stato nominato se l’erede rinunciante non fosse stato vita, cioè ai suoi discendenti. Il Tribunale delle Successioni provvede ad avvertire gli interessati della rinunzia da parte del primo chiamato all’eredità.

Chi è stato nominato erede con testamento e, anche senza di questo, sarebbe rientrato comunque tra gli eredi legali del de cuius, ha la possibilità di rinunziare all’eredità come erede testamentario e poi accettarla come erede in linea di successione.

 

Tassa di successione in Germania

Quante tasse si pagano in Germania sull’eredità?

Tutti i beni che derivano dall’eredità sono soggetti all’imposta di successione. In Germania l’erede è obbligato a comunicare la propria posizione all’ufficio delle imposte entro tre mesi dalla conoscenza della successione. Successivamente, entro un mese, egli dovrà presentare la dichiarazione fiscale di successione.

L’imposta di successione disciplinata nel diritto tedesco si differenzia da quella italiana, in quanto in Germania l’ammontare dell’imposta varia in base al grado di parentela tra l’erede ed il de cuius e al valore del patrimonio ereditato.

Ai fini fiscali, si distinguono tre classi di parentela con il de cuius, per le quali la legge prevede aliquote diverse:

 

 I classe di parentela

–          Coniuge;

–          Figli e loro discendenti;

–          Genitori e nonni.

II classe di parentela

–          Fratelli;

–          Discendenti dei fratelli;

–          Suoceri, generi e nuore;

–          Patrigni e matrigne;

–          Coniuge divorziato.

III classe di parentela –          Tutti gli altri eredi

 

Poi, a seconda della classe di appartenenza, la legge prevede diverse aliquote in base a scaglioni di valore del patrimonio ereditato:

 

Valore della successione

 

aliquota per classi

 I classe di parentela II classe di parentela  III classe di parentela
Fino a 70.000,00€ 7% 15% 30%
Fino a 300.000,00€ 11% 20% 30%
Fino a 600.000,00€ 15% 25% 30%
Fino a 6.000.000,00€ 19% 30% 30%
Fino a 13.000.000,00€ 23% 35% 50%
Fino a 26.000.000,00€ 27% 40% 50%
Oltre i 26.000.000,00€ 30% 43% 50%

 

L’iscrizione degli eredi nei libri fondiari, per quanto riguarda la proprietà di immobili, e la liquidazione in loro favore di qualsiasi importo da parte degli istituti di credito o delle assicurazioni possono avvenire solo previo rilascio di un nulla osta (Unbedenklichkeitsbescheinigung) da parte dell’ufficio delle entrate competente. Questo si ottiene solo dopo la presentazione della dichiarazione fiscale di successione e, se l’erede è residente all’estero, il pagamento della relativa imposta.

Purtroppo non esiste una convenzione tra Italia e Germania relativamente alle imposte di successione. Esiste perciò il rischio concreto di una doppia imposizione. Perciò è importante affidarsi, sin da subito, a professionisti esperti che conoscono la materia e possono evitare l’insorgere di problemi.

La legislazione fiscale italiana prevede che, se il de cuius aveva la residenza in Italia, vengono tassati tutti i beni trasferiti in eredità, compresi quelli che si trovano all’estero. Se, invece, il de cuius era residente all’estero, l’imposta di successione si applica ai soli beni presenti in Italia. Poiché i principi applicati dalla legislazione fiscale tedesca sono analoghi, l’applicazione di questi criteri può portare a problematiche di doppia imposizioni ogni volta che il de cuius era residente in Germania e un bene si trova in Italia o viceversa.

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